Funghi in Alta Val D’orba Parco Beigua
Funghi in Val d’Orba: regole e zone migliori
Andare a funghi in Val d’Orba è una delle attività più amate da chi conosce i boschi dell’entroterra ligure. Un tempo era soprattutto una pratica degli abitanti del posto, che dalla raccolta traevano anche un sostegno economico. Oggi è diventata un’esperienza molto ricercata anche da chi arriva da fuori valle, soprattutto nei periodi migliori per i porcini.
La zona tra Vara Superiore, Urbe, Tiglieto, Faiallo, Sassello, Piampaludo e Pontinvrea offre boschi adatti alla crescita dei funghi, con ambienti diversi per quota, esposizione, umidità e tipo di vegetazione.
Il punto fondamentale, però, è uno: andare a funghi è bello solo se si rispettano le regole, il bosco e la propria sicurezza.
Perché la Val d’Orba è una zona amata dai cercatori di funghi
La Val d’Orba è ricca di boschi, torrenti, versanti ombreggiati e zone fresche. Sono ambienti ideali per chi cerca funghi, soprattutto dopo periodi di pioggia seguiti da giornate miti.
In tutta la valle si trovano aree favorevoli alla crescita di diverse specie. Tra le più ricercate ci sono i porcini, ma il territorio del Beigua è conosciuto anche per gli ovoli, molto apprezzati dai cercatori esperti.
La raccolta dei funghi qui non è solo una passeggiata nel bosco. È un modo per conoscere il territorio, leggere il paesaggio, osservare il terreno e muoversi con attenzione tra castagni, faggi, prati e crinali.
Vara Superiore: una base comoda per andare a funghi
Chi soggiorna al B&B André a Vara Superiore si trova in una posizione molto comoda per raggiungere diverse zone adatte alla ricerca dei funghi.
Da Vara si può partire verso i boschi dell’Alta Val d’Orba, salire verso il Passo del Faiallo, muoversi verso Tiglieto, raggiungere Piampaludo, oppure spostarsi verso Sassello e Pontinvrea.
Tempi indicativi in auto da Vara Superiore:
- Passo del Faiallo: circa 10-15 minuti;
- Acquabianca: circa 10 minuti;
- San Pietro d’Olba: circa 10-15 minuti;
- Tiglieto / Badia di Tiglieto: circa 20-25 minuti;
- Piampaludo: circa 20-25 minuti;
- Sassello: circa 30-35 minuti;
- Foresta della Deiva: circa 30-40 minuti;
- Pontinvrea: circa 40-45 minuti.
I tempi sono indicativi e possono cambiare in base al punto preciso di partenza, alle condizioni della strada e al meteo. Prima di partire conviene sempre controllare il percorso con una mappa aggiornata.
La zona del Faiallo
La zona del Faiallo è molto conosciuta tra i cercatori di funghi. Il suo microclima, spesso più fresco e umido rispetto ad altre aree, può favorire buone raccolte anche in stagioni non perfette.
Qui il paesaggio cambia rapidamente: boschi, radure, crinali e zone esposte si alternano in poco spazio. Proprio questa varietà rende il territorio interessante, ma richiede anche prudenza.
Il Faiallo è una zona di montagna. Nebbia, vento e cambi di tempo possono arrivare in fretta. Per questo non bisogna mai sottovalutare abbigliamento, orientamento e condizioni meteo.
Tiglieto e Alta Val d’Orba
I boschi tra TiTiglietoglieto, Urbe e l’Alta Val d’Orba sono tra le zone più legate alla tradizione locale della raccolta funghi.
Qui la ricerca dei funghi si collega alla storia stessa della valle: castagneti, antiche vie di transito, boschi gestiti, sentieri e piccoli nuclei rurali raccontano un rapporto antico tra abitanti e sottobosco.
Per chi soggiorna a Vara Superiore, l’area di Tiglieto è una delle mete più naturali per una giornata tra bosco, funghi e luoghi storici.
Sassello e Foresta della Deiva
Anche Sassello è una zona molto conosciuta per i funghi. Il territorio è ampio, boscoso e frequentato da cercatori esperti.
Una delle aree più note è la Foresta della Deiva, nel territorio del Parco del Beigua. Per questa zona serve verificare il tesserino corretto e le regole specifiche previste per la raccolta.
Sassello è utile anche perché dispone di punti vendita e riferimenti locali per i tesserini. Prima di raccogliere, però, bisogna controllare con attenzione il consorzio competente per l’area in cui si entra.
Link esterni utili:
Parco del Beigua – La raccolta dei funghi nel Parco
Consorzio Funghi Sassello
Geoticket – Foresta della Deiva
Piampaludo e Pontinvrea
Anche le zone verso Piampaludo e Pontinvrea possono essere interessanti per chi ama camminare nei boschi e cercare funghi.
Da Vara Superiore sono raggiungibili in auto con tempi ancora gestibili, ma è importante ricordare che ogni zona può avere regole diverse. Il tesserino valido per una valle o per un consorzio non è automaticamente valido ovunque.
Prima di raccogliere, quindi, bisogna verificare:
- Comune in cui ci si trova;
- consorzio competente;
- eventuale tesserino richiesto;
- limiti giornalieri;
- eventuali divieti temporanei;
- norme legate ad aree protette, foreste regionali o proprietà private.
Tesserino funghi: cosa controllare prima di partire
Per raccogliere funghi in molte aree della Val d’Orba e del Beigua è necessario avere il tesserino corretto.
Nel territorio di Urbe e Tiglieto il riferimento principale è il Consorzio miglioramento fondiario e agroforestale Alta Valle d’Orba e territori limitrofi. Il tesserino può essere acquistato presso i punti vendita indicati dal territorio o tramite i canali aggiornati.
Per Sassello e Foresta della Deiva esistono riferimenti diversi. In alcune zone il tesserino è gestito dal Parco del Beigua, in altre dai consorzi locali.
Link esterni utili:
Permessi raccolta funghi – Alta Val d’Orba
Geoticket – Consorzio Alta Valle d’Orba
Parco del Beigua – Raccolta funghi
Regione Liguria – Funghi
Regole generali per la raccolta dei funghi in Liguria
La raccolta dei funghi in Liguria è regolata da norme regionali e da eventuali disposizioni locali. Prima di andare nel bosco è sempre bene controllare fonti ufficiali aggiornate.
In generale, bisogna ricordare che:
- i funghi vanno raccolti interi, senza distruggere il terreno;
- non si devono usare rastrelli, uncini o strumenti che danneggiano il sottobosco;
- i funghi devono essere trasportati in contenitori areati, non in sacchetti di plastica;
- non bisogna raccogliere o danneggiare funghi non commestibili o velenosi;
- la ricerca è vietata dal tramonto alla levata del sole;
- quando richiesto, il tesserino va portato con sé;
- la raccolta deve rispettare i limiti di quantità previsti dalla normativa.
Link esterno utile:
Legge Regionale Liguria n. 17/2014 – Raccolta funghi
Sicurezza nel bosco
Andare a funghi non è una semplice passeggiata. Il bosco può essere scivoloso, fitto e difficile da leggere, soprattutto se non si conosce bene la zona.
Prima di partire è utile seguire alcune regole semplici:
- scegliere percorsi adatti alla propria preparazione fisica;
- evitare di andare da soli;
- dire a qualcuno dove si va;
- controllare il meteo prima della partenza;
- osservare l’evoluzione del tempo durante la giornata;
- portare telefono carico e, se possibile, power bank;
- usare scarponi o calzature da trekking;
- evitare stivali di gomma, poco adatti ai terreni scivolosi;
- portare acqua, giacca impermeabile e abbigliamento a strati;
- non rischiare per raccogliere un fungo in più.
Il bosco va rispettato, ma anche temuto quanto basta. Nebbia, pioggia, scivolate, perdita dell’orientamento e cali di luce possono trasformare una giornata piacevole in un problema serio.
Funghi: riconoscimento e sicurezza alimentare
Non bisogna consumare funghi se non si è certi della specie raccolta.
Molti funghi tossici possono essere confusi con specie commestibili. In caso di dubbio, è necessario rivolgersi a un micologo o all’Ispettorato micologico dell’ASL competente.
Per chi raccoglie nella zona savonese può essere utile consultare il servizio micologico di ASL2 Liguria, che fornisce informazioni e controlli per i raccoglitori privati.
Link esterni utili:
ASL2 – Ispettorato micologico
ASL2 – Controllo micologico per raccoglitori privati
Ministero della Salute – Ispettorati micologici
Attrezzatura utile per andare a funghi
Per una giornata nei boschi della Val d’Orba è utile partire con attrezzatura semplice ma adeguata:
- scarponi da trekking;
- pantaloni lunghi;
- giacca impermeabile o antivento;
- cestino areato;
- coltellino adatto;
- bastone da cammino;
- acqua;
- snack;
- telefono carico;
- mappa o app offline;
- documento e tesserino;
- sacchetto per riportare via eventuali rifiuti.
Il cestino non è solo una scelta tradizionale. Serve anche a permettere la dispersione delle spore durante il cammino, mentre i sacchetti di plastica sono da evitare.
Quando andare a funghi in Val d’Orba
Il periodo migliore dipende da piogge, temperatura, umidità e condizioni del bosco.
In generale, molti cercatori frequentano la Val d’Orba tra fine estate e autunno, quando l’umidità aumenta e il clima diventa più favorevole. Alcune zone più fresche, come il Faiallo, possono essere interessanti anche quando altrove la stagione è meno generosa.
Non esiste però una garanzia. Il fungo dipende dal bosco, dal clima e dal momento. Per questo chi conosce il territorio osserva la pioggia, il vento, le temperature e l’esposizione dei versanti.
Dove dormire per andare a funghi in Val d’Orba
Per chi arriva da fuori valle, dormire in zona è una scelta comoda. Permette di partire presto, raggiungere i boschi senza lunghi spostamenti e vivere il territorio con più calma.
Il B&B André a Vara Superiore è una base utile per chi vuole muoversi tra Val d’Orba, Faiallo, Tiglieto, Sassello e Parco del Beigua.
La struttura si trova in un contesto naturale adatto a chi cerca escursioni, boschi, attività outdoor e turismo lento. Inoltre rientra nel circuito Ospitali per natura, promosso dal Parco del Beigua per valorizzare accoglienza, territorio e risorse locali.
Cosa fare oltre alla raccolta funghi
Una giornata o un weekend in Val d’Orba può unire la ricerca dei funghi ad altre esperienze nel territorio.
Alta Val d’Orba
Boschi, storia locale, vie di transito e luoghi poco affollati rendono la valle d’Orba interessante anche oltre la stagione dei funghi.
Laghetti della Val d’Orba
In estate i torrenti formano pozze, laghetti e piscine naturali dove rinfrescarsi lontano dalla costa.
Badia di Tiglieto
La Badia è uno dei principali luoghi storici della zona, ideale da visitare dopo una passeggiata nei boschi.
Gattazzè e Bric del Dente
Per chi ama i percorsi più escursionistici, l’itinerario verso Gattazzè e Bric del Dente unisce bosco, storia e paesaggio.
Link utili prima di partire
- Parco del Beigua – raccolta funghi:
https://www.parcobeigua.it/pagina.php?id=32 - Permessi funghi Alta Val d’Orba:
https://www.altavaldorba.it/2021/07/26/permessi-per-raccolta-funghi/ - Geoticket – Consorzio Alta Valle d’Orba:
https://geoticket.it/regions/liguria/119 - Geoticket – Foresta della Deiva:
https://geoticket.it/regions/liguria/6 - Consorzio Funghi Sassello:
https://www.consorziofunghisassello.it/ - Regione Liguria – raccolta funghi:
https://www.agriligurianet.it/it/impresa/politiche-di-sviluppo/tutela-economia-bosco/prodotti-del-sottobosco/funghi.html - ASL2 – Ispettorato micologico:
https://www.asl2.liguria.it/servizi-dalla-a-alla-z/653-ispettorato-micologico.html
Risposte alle domande più frequenti FAQ
Dove andare a funghi in Val d’Orba?
Le zone più interessanti sono i boschi tra Vara Superiore, Urbe, Tiglieto, Faiallo, Piampaludo e le aree verso Sassello. Prima di raccogliere bisogna verificare tesserino e consorzio competente.
Serve il tesserino per raccogliere funghi?
Sì, in molte aree serve il tesserino previsto dal consorzio o dall’ente gestore. Il tesserino corretto dipende dalla zona in cui si raccoglie.
Il Faiallo è una buona zona per i funghi?
Sì. Il Faiallo è conosciuto dai cercatori per il suo microclima fresco e umido, che può favorire buone raccolte anche in stagioni non perfette.
Quali funghi si trovano nel Beigua e in Val d’Orba?
Tra i funghi più ricercati ci sono i porcini e gli ovoli. La raccolta deve però riguardare solo specie commestibili riconosciute con certezza.
Da Vara Superiore quanto tempo serve per raggiungere le zone dei funghi?
Dal B&B André a Vara Superiore si raggiungono il Faiallo in circa 10-15 minuti, Tiglieto in circa 20-25 minuti, Piampaludo in circa 20-25 minuti e Sassello in circa 30-35 minuti.
Cosa fare se non si è sicuri di un fungo raccolto?
Non bisogna consumarlo. In caso di dubbio è necessario rivolgersi a un micologo o all’Ispettorato micologico dell’ASL competente.